Era un sabato sera di febbraio quando tutti fummo raggiunti da una notizia terribile: Marco Pantani era morto. Sono trascorsi vent’anni da quel 14 febbraio 2004 e quella ferita continua a pulsare; il tempo ha attenuato il dolore ma non è mai riuscito a cancellarlo del tutto.
Ma il tempo apre nuove sofferenze e nuove perdite. Nelle terre di Pantani la ferita ancora aperta è quella di un’alluvione devastante, che meno di un anno fa ha cancellato vite, progetti, storie e ricordi.
In occasione del ventennale della scomparsa di Marco Pantani abbiamo chiesto a oltre trenta persone che hanno vissuto l’epopea di Pantani o attraversato le storie del ciclismo e dello sport in questi anni di ritornare indietro a quel sabato sera, di raccontarci il loro Pantani a partire dal 14 febbraio 2004, dall’ultima volta che si è alzato sui pedali e se n’è andato.
L’ULTIMA VOLTA CHE SE N’È ANDATO PANTANI è un diario collettivo che vuole riportare alla Romagna l’amore di uno dei suoi figli più indimenticabili.
Il libro contribuirà a raccogliere fondi per le società ciclistiche di base e i progetti solidali a cui l’alluvione del 2023 ha tolto tutto.
Pagine alvento, i libri di ciclismo
La storia di una ferita aperta, di una persona e di un corridore che ha lasciato un vuoto enorme.
La storia di una ferita aperta, di una persona e di un corridore che ha lasciato un vuoto enorme.